Carpe diem

sabato, febbraio 03, 2007

Stranezze stradali

È incredibile come, appena facciano una rotonda, uno spartitraffico, un nuovo senso unico o altro, risulti immediatamente impossibile ripensare e rivedersi nella mente come appariva il tratto modificato prima del cambiamento. Oggi sono passato dalla rotonda sul ponte nuovo di Isolella e proprio non sono riuscito a pensare a cosa c'era li prima della rotonda... Chissà perchè...

3 Comments:

  • Allora il titolo corretto del post avrebbe dovuto essere: "Cambiamenti urbanistici che generano strani fenomeni cognitivi". Ma sarò senz'altro d'accordo con te se mi dirai che era un tantinello complesso come titolo... :o
    Comunque è verissimo, basta poco tempo (vabbeh, a te ne basta POCHISSIMO... :D ) per non ricordare più com'era fatta una strada prima, anche se è appena sotto casa propria. Chissà come mai proprio con le strade... voglio dire, uno si ricorda le case, i paesaggi, persone che ha visto una volta sola anche a distanza di anni... e in capo a un mese non si ricorda strade o piazze in cui è passato per una vita tutti i giorni.
    C'è qualche esperto che sa darci una risposta??? :)

    By Blogger Radiant, at 12:56  

  • Perchè la strada è il luogo di passaggio per eccellenza, e il passaggio è considerato perlopiù (praticamente sempre) come "momento morto" tra la partenza e l'arrivo, unici punti a cui normalmente si attribuisce un valore; il passaggio, così, non acquista alcun valore significativo, è un semplice mezzo il cui significato appare scontato e irrilevante: da qui il fatto che, pur percorrendo migliaia di volte una strada, non ci si soffermi praticamente mai sul suo aspetto, o tanto meno se ne consideri il ruolo, la funzione, e il rapporto con noi stessi che ci stiamo transitando in quel preciso istante: tutte cose che attiverebbero i normali meccanismi di memorizzazione attraverso la messa in relazione di concetti diversi, come avviene per le cose a cui di solito si presta attenzione, anche minima. Per la strada non accade nulla di tutto ciò, la strada ci è estranea, il suo ruolo ci è indifferente, anzi: più velocemente la si percorre e la si liquida, tanto meglio è. Chiaro, allora, che anche i cambiamenti esteriori non ci toccano: non ci ricordiamo com'era prima, nè ci ricorderemo com'è ora quando ci sarà un altro intervento, perchè nella nostra ottica non ci serve affatto ricordarlo.
    Mi azzarderei a dire (rischiando di allontanarmi un po' troppo) che questo vale soprattutto in una concezione mentale finalistica, o utilitaristica, quale - sempre parlando in linea generale - è la nostra; questa idea mi sembra abbastanza affascinante, ma allarga troppo il discorso e lo porta su un piano metaforico più complicato: pertanto non proseguo oltre.

    Provare a rovesciare i termini che ci paiono regolare logicamente le nostre azioni, a volte, può essere piuttosto intrigante. Diamo valore alla strada.

    By Blogger Giacomo, at 14:46  

  • Interessantissima osservazione di Giacomo, che condivido pienamente. Aggiungerei che spesso il ricordo è legato al lato emotivo/sentimentale che attribuiamo ad un oggetto. Una persona la ricordiamo se ci colpisce, così come un paesaggio o qualunque altra cosa. Visto che le emozioni sono principalmente associate all'emisfero sinistro e la memoria a quello di destra, il creare collegamenti tra i due emisferi sembra faciliti la permanenza dei ricordi.
    Inoltre, c'è da tenere in conto una cosa che il caro buon vecchio Darwin ha postulato praticamente 250 anni fa: i ricordi e la memoria ci servono per sopravvivere. E la strada è un po' l'habitat dell'uomo odierno, come la savana lo era per l'australopiteco. conoscere l'ambiente aiuta ad agire nel modo corretto. Ovvero, è più utile (evolutivamente) sapere che tra 20 metri c'è una rotonda e che devo rallentare (senza aver bisogno di essere concentrati e cercare le informazioni nella segnaletica) piuttosto che ricordarsi che 15 giorni fa c'era un rettilineo...
    scusate questa banalissima interpretazione meccanicistica, ma sono un po' "deformata"!

    By Blogger raraavis, at 06:17  

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